STAMPANTI
SPIA
Qualcuno, leggendo il mio sito puó aver avuto l'impressione che io ami
esagerare e che l'idea, che dai miei articoli traspare di governi, polizie e
corporazioni tutti d' accordo nello spiarci e schedarci sia un' ipotesi
"complottista" e, anche dopo aver letto gli articoli riguardo il malware,
il policeware e la
privacy compromessa con winword
preferisca fare finta di nulla e alzare le spalle.
Questo
tipo di atteggiamento passivo/fatalista non mi é nuovo: é
esattamente quello che si teneva riguardo alle intercettazioni
telefoniche prima che scoppiasse il grande scandalo italiano delle
intercettazioni a vip e politici e le obiezioni che sentivo quando,
giá anni fa proponevo sistemi antiintercettazione sono le stesse che,
spesso sento oggi quando parlo di aziende di informatica tutte
d'accordo per schedarci e spiarci. In
fondo un' azienda fa il suo mestiere producendo e vendendo software
o hardware, perché mai dovrebbe spiarci ? La
risposta a questa domanda non devo darla io, io mi limito a fare la
mia parte per informare, riportando fatti e notizie che, pur essendo
spesso risaputi in ambienti informatici sono peró sconosciuti al
grande pubblico. Parliamo
per esempio di stampanti: molti non si fidano dell' anonimato
fornito da fax, mail ed altri mezzi di comunicazione moderni e
possono pensare che un foglio di carta, uscito da una moderna
stampante laser possa garantire un certo anonimato riguardo il suo
autore, e che non sia possibile risalire alla stampante da cui é
uscito. Questo
era vero fino a poco tempo fa, ora peró le aziende produttrici
hanno deciso di "rimediare" a questo "errore" ed
ora quasi tutte le stampanti laser a colori stampano, nascosti
dentro il testo tanti piccoli puntini gialli disposti in modo da
formare un codice tramite il quale si puó risalire a data di
stampa, marca, modello e numero di serie della stampante da cui é
uscito un determinato foglio. In
pratica qualunque foglio uscito da queste stampanti porta una vera e
propria firma tramite la quale si puó rapidamente (tramite un
controllo sulla banca dati dei numeri di serie che ogni produttore
ha) risalire all' autore della stampa. Non
tutti i produttori hanno implementato questa
"caratteristica", che non é presente su tutti i modelli,
ma comunque resta il fatto che, ancora una volta un gruppo di
aziende si sono accordate, a nostra insaputa per inserire una vera e
propria backdoor nei loro prodotti per limitare il nostro anonimato
e la nostra privacy. L'unico
produttore che NON ha implementato questa tecnologia invasiva é
stata la OKI. Dato
che le stampanti OKI sono, guarda caso anche OTTIME stampanti il
consiglio é, nel dubbio di scegliere loro, premiando un' azienda
non invasiva. Ancora
non si sa fino a che punto i governi siano coinvolti nel
commissionare questa perla di tecnologia anti-privacy,
ma, visto che in definitiva a trarre vantaggio da trovate del genere
sono sempre loro basta fare due piú due...
La
Purdue university sta cercando
di mettere a punto dei metodi
forensici per identificare tutte le stampanti: torneremo ad
usare la penna d'oca ed il calamaio ?
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