logoDifesa da sequestri ed intercettazioni
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Chi sono ?

 

 

 

 

Nel gennaio 2005  telegiornali e stampa nazionali uscirono riportarono la notizia di un pericoloso hacker arrestato a Rimini, con implicazioni in anarchia, terrorismo e costruzione di bombe. Furono sequestrati computer, documenti ed altro materiale : si parlava di case in Sardegna, centinaia di carte clonate, decine di intrusioni in banche, fabbricazione di bombe ed affiliazioni con bande anarchiche. 

Sembrava che ci fossero molte prove contro questa   "minaccia informatica", e che una confessione od un patteggiamento fossero imminenti, anche perché é il modo con cui si sono conclusi TUTTI i processi per hacking in Italia.Link1 Link2

Invece, dopo un mese esatto il pericoloso hacker  é stato scarcerato, le accuse informatiche sono state lasciate cadere.

Il motivo é che non é stato possibile trovare una singola prova in tutto il materiale sequestrato (quattro computer, sette hard disk, quarantatre cd, novantotto floppy e circa 20 kg di documenti).  Nonostante perizie informatiche, intercettazioni e due perquisizioni le prove non sono state trovate.

no prove no party !


Difatti le accuse di pirateria informatica, di hacking di tutte le banche d'Italia sono state lasciate cadere e mi hanno dovuto scarcerare.

 

E le accuse di terrorismo anarchico ? Le case in Sardegna ? Il "laboratorio segreto" di cui avevano parlato carabinieri e giornalisti ? Tutte cose non dimostrate, difatti dopo avermi arrestato in piena notte, tenuto in carcere senza poter parlare o fare dichiarazioni, stile Guantanamo, dopo diverse udienze a porte chiuse durante le quali non era celato un certo imbarazzo per non aver trovato uno straccio di prova

 

 

si é cercato di insabbiare e mettere tutto a tacere: tutte le accuse sono cadute ma sul mio caso é calato il silenzio stampa.

 

Difatti molti siti che esponevano la notiza del mio arresto con tutte le roboanti accuse hanno fatto sparire la notiza, sia dal loro sito che dalla cache di Google.

 

Sito del TG5 notizia originale (irreperibile)

copia notizia originale sotto

05

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

 

Sito ANSA   notizia originale (irreperibile)

copia notizia originale sotto

06

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

 

Quello che é successo poi é, purtroppo un copione giá visto numerose volte in molti processi in Italia, quando l'accusa ha promesso molto in termini di dichiarazioni alla stampa ma non riesce a sostenere le accuse con prove convincenti:

 

si inventano, freneticamente nuove accuse, rivedendo il materiale sequestrato, le intercettazioni eseguite ed eventuali "pentiti" disposti ad inventarsi qualcosa, eventualmente cambiando ancora ed ancora versione, fino a quando non si riesce a mettere assieme qualcosa che stia in piedi che a va a sostuirsi all'accusa principale, per non dover assolvere qualcuno contro cui si era montata la gazzarra mediatica, a scanso di figuracce (e risarcimenti).

Un pretesto classico (vedi caso Stasi) é la "pedopornografia",ma anche foto scaricate legalmente chissá da dove di modelle maggiorenni che peró possono diventare "foto di bambine violentate" nelle dichiarazioni alla stampa, foto di ex fidanzate o anche le foto della propria figlia che fa il bagnetto possono essere usate contro di noi.

 

 

 

Nel mio caso non é stato trovato assolutamente niente, nemmeno una provvidenziale "immagine pedoporno" (I miei computer erano e sono completamente sterili a qualsiasi esame) quindi il balletto delle accuse si focalizzó su alcune sostanze chimiche trovate e subito sequestrate (senza mandato).

Le accuse partirono da "esplosivi" a "sostanze che possono essere esplosive" per diventare "sostanze che in qualche modo possono produrre altre sostanze che possono essere usate per produrre esplosivi".

Nonostante due perizie che smentivano il teorema dell'accusa, una di un professore di chimica e l'altra degli stessi RIS fui condannato per detenzione di "sostanze destinate a produrre esplosivi", accusa saldamente sostenuta da elementi inesistenti, assenti o completamente inventati. Il ricorso, prontamente presentato fu respinto... per prescrizione del reato !

 

La pagliacciata é finita ma la "giustizia" italiana ha evitato l'imbarazzo di ammettere di non aver cavato un ragno dal buco dai miei computer.

 

Il motivo, semplicemente é che prima di sproteggere i computer degli altri mi sono specializzato a PROTEGGERE I MIEI: sono infatti specializzato nella protezione dei dati, delle mail e delle telefonate da qualsiasi intrusione, intercettazione o esame clandestino. 

Quando sento, per televisione o sui giornali di personaggi, anche ricchi e potenti incastrati da un' intercettazione o l'esame forensico di un computer mi viene da ridere: mi sembra quasi impossibile che personaggi del genere, con tutti i loro mezzi non effettuino quelle tecniche di protezione che per me sono elementari.

 

Sono disponibile a rendere i Vostri computer, le Vostre mail, le Vostre telefonate, le Vostre foto e filmati inviolabili a chiunque.

Utilizzando le tecniche ed i programmi di protezione da me installati potrete conservare quasiasi dato od informazione, potrete telefonare, chattare, inviare mail, visualizzare qualsiasi foto o filmato in modo sicuro, invisibile e senza lasciare tracce, utilizzando gli stessi metodi utilizzati dalle spie e da imprendibili pirati informatici, spendendo meno del tagliando della macchina.

 

Il Vostro computer diventerá piú sicuro e discreto del caveau di una banca svizzera, potendo contenere qualsiasi cosa, permettendovi l' accesso in pochi secondi, ma mantenendola irraggiungibile ed invisibile a chiunque altro.

 

 

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